Il Report 2025 sulla certificazione FSC in Italia documenta come la certificazione FSC continui a giocare un ruolo fondamentale nel sostenere le politiche aziendali e pubbliche, offrendo dati certi e percorsi verificati per una transizione ecologica reale. Il documento è suddiviso in cinque sezioni principali, aggiornate per riflettere le sfide e le opportunità di questo nuovo decennio:
- Gestione Forestale Responsabile: l’evoluzione delle aree certificate in Italia e del numero dei gestori;
- Servizi Ecosistemici e Clima: i progetti e le attività di valorizzazione attraverso gli standard FSC;
- Catena di Custodia e Filiere: l'analisi della crescita dei certificati CoC, dei siti produttivi coperti da certificazione e dei segmenti di mercato più in crescita;
- Marchio FSC: l'impatto della brand awareness e i licenziatari per l’uso del marchio;
- FSC in Europa e nel mondo: dati e numeri sul network globale.
Sempre più gestione forestale responsabile in Italia
Gli ettari certificati secondo lo standard di Gestione Forestale nel 2025 hanno raggiunto quota 155.750,59 ettari, distribuiti in 10 regioni, con un incremento del 35% rispetto al 2024. Parallelamente aumenta anche il numero dei certificati di gestione forestale attivi, che passa da 32 a 37 (+12% ); tra questi, 8 sono certificazioni di gruppo che coinvolgono complessivamente 93 membri, contribuendo alla diffusione di pratiche di gestione responsabile anche nei contesti forestali più frammentati o con accesso più difficile alla certificazione.
Se guardiamo ai dati su base territoriale, la regione con il maggior numero di ettari certificati rimane la Toscana (34,6%), seguita dalla Lombardia (17,4%) e dalla Provincia autonoma di Trento. Dal punto di vista della proprietà, circa il 40% delle aree certificate risulta di natura privata, mentre il restante 60% ricade in proprietà pubblica.
Tra le nuove realtà che hanno ottenuto la certificazione FSC nel corso del 2025 figurano il Comune di Giaveno (TO), il Cluster Legno, Arredo e Sistema Casa, l’Unione Montana Valle Stura (CN), la Tenuta presidenziale di Castelporziano, l’Unione Montana dei Comuni della Valtiberina Toscana (AR), i Monti Cimini e l’Unione dei Comuni Media Valle del Serchio (LU), ampliando ulteriormente la rappresentatività territoriale e la varietà dei contesti coinvolti.
I Servizi o Benefici Ecosistemici (conservazione della biodiversità, cattura dell’anidride carbonica, protezione del suolo, regolazione dell’acqua, qualità dell’aria e benessere e attività in foresta) si confermano una delle priorità strategiche e le superfici forestali con impatti positivi verificati salgono da quasi 84.000 a 106.485,46 ettari, pari al 68% del totale delle aree certificate per la gestione forestale FSC in Italia, con una crescita del 29% rispetto al 2024 e una diffusione in 7 regioni italiane: questo dato, in costante aumento, testimonia il crescente interesse dei gestori forestali verso strumenti in grado di valorizzare in modo credibile e misurabile i benefici ambientali, sociali ed economici generati dalla gestione attiva delle foreste.
Nel 2025 il numero complessivo degli impatti positivi e verificati raggiunge quota 90 (+8%), riferiti a 20 certificati di gestione forestale; la categoria di impatti maggiormente verificata è la conservazione della biodiversità (31).
Spazio alle filiere forestali!
Con un incremento del 4,5% rispetto all’anno precedente, il numero di certificati di Catena di Custodia FSC attivi ha raggiunto quota 3.902, coinvolgendo complessivamente oltre 5.101 aziende. Un dato particolarmente interessante riguarda la struttura di questa crescita: il numero di aziende coinvolte è aumentato del 5,9%, superando la crescita dei singoli certificati; ciò significa che si diffondono sempre più i certificati con più siti. Questi numeri consolidano la posizione dell’Italia come leader nel panorama europeo.
L’analisi settoriale evidenzia tre principali settori con crescite e numeri importanti: edilizia, legno-arredo e packaging.
E proprio il packaging si conferma il settore dominante per numero di certificati legati ai prodotti forestali, raggiungendo quota 1.488. Il legno per edilizia segna il balzo più significativo, con 481 nuove certificazioni (+12,6%), mentre l’arredamento ne registra 794 (+9,4%). Tra le 68 attivazioni del 2025 in questo segmento spiccano nomi di primo piano come Veneta Cucine, brand iconico che rafforza la presenza di FSC nel furniture.
Anche il comparto tessile mostra un dinamismo importante, chiudendo l'anno con 202 certificazioni (+8,6%). A dare visibilità a questa filiera nel 2025 è stato il contest "La foresta in un abito”, promosso da FSC Italia in collaborazione con Colombo Industrie Tessili e Colori Vivi. L'iniziativa ha portato alla nascita della prima Capsule Collection al mondo garantita dalla Certificazione di Progetto FSC. Questo ricorso sta aprendo nuove strade anche nell'edilizia sostenibile: un esempio d'eccellenza arriva dalla Toscana con il progetto “Tra fiume e borgo: la dimora sostenibile”, una ristrutturazione interessante che ha visto l’impiego virtuoso di legno di recupero certificato FSC.
Un patto tra investitori e gestori forestali
I Servizi o Benefici Ecosistemici (conservazione della biodiversità, cattura dell’anidride carbonica, protezione del suolo, regolazione dell’acqua, qualità dell’aria e benessere e attività in foresta) si confermano una delle priorità strategiche e le superfici forestali con impatti positivi verificati salgono da quasi 84.000 a 106.485,46 ettari, pari al 68% del totale delle aree certificate per la gestione forestale FSC in Italia, con una crescita del 29% rispetto al 2024 e una diffusione in 7 regioni italiane: questo dato, in costante aumento, testimonia il crescente interesse dei gestori forestali verso strumenti in grado di valorizzare in modo credibile e misurabile i benefici ambientali, sociali ed economici generati dalla gestione attiva delle foreste.
Nel 2025 il numero complessivo degli impatti positivi e verificati raggiunge quota 90 (+8%), riferiti a 20 certificati di gestione forestale; la categoria di impatti maggiormente verificata è la conservazione della biodiversità (31).
Nel quadro delle attività di promozione di investimenti in aree certificate FSC in Italia volte a valorizzare i servizi ecosistemici, è nato nel 2025 il progetto “Lo chalet delle api e degli insetti impollinatori selvatici” che vede la collaborazione tra Forest Stewardship Council® Italia, Scavolini (FSC-N004727), e Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano. L’apiario, costruito in legno nei pressi di un’area forestale della Garfagnana, è una bellissima metafora vivente del progetto, in cui tutti i partner operano per il bene comune: uno strumento didattico formidabile per trasmettere concetti di cooperazione, interazione, funzioni ecosistemiche, biodiversità, solidarietà e rispetto della natura.
FSC Italia in collaborazione con un’agenzia esterna ha infine realizzato una campagna di comunicazione denominata “Cinque sensi” per promuovere la conoscenza di FSC e dei servizi ecosistemici sul territorio italiano avendo come target aziende, gestori forestali, cittadini e pubblica amministrazione. La campagna si è sviluppata online tra Novembre e Dicembre 2025 con banner apparsi su siti generalisti o legati alla sostenibilità ambientale accompagnati da importanti uscite stampa su quotidiani nazionali come Corriere della Sera e Repubblica, e un minisito. L’attività continuerà anche per il 2026.
Il marchio FSC: uno strumento di garanzia per le filiere forestali
Nell’ultima ricerca globale condotta da Ipsos per FSC International, i dati evidenziano una tendenza chiara sul riconoscimento e fiducia del marchio: oltre il 52% dei consumatori a livello mondiale riconosce infatti il logo FSC, con picchi significativi nei mercati europei. Circa l'80% dei consumatori dichiara poi di avere maggiore fiducia in un brand quando questo espone l'etichetta FSC sui propri prodotti o nelle campagne di comunicazione.
Questi rilevamenti positivi si riflettono anche sulle licenze di uso promozionale del marchio (Promotional License Agreement, PLA), che in Italia nel corso del 2025 sono state 107. Questo strumento permette a realtà che non trasformano il prodotto - e che quindi non sono in possesso di una certificazione di Catena di Custodia - di utilizzare i marchi FSC per scopi promozionali. L’anno appena concluso ha visto l’ingresso di tre nuovi protagonisti d’eccellenza:
- Scavolini s.p.a.: l’azienda ha siglato il contratto PLA a seguito di un importante intervento realizzato nei boschi certificati del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, mirato specificamente al sostegno della biodiversità locale;
- Chemil s.r.l e Peruzzo s.r.l: Entrambe le realtà hanno attivato la licenza per comunicare con trasparenza la propria scelta in termini di packaging sostenibile. Attraverso il PLA, possono ora dichiarare ufficialmente ai propri clienti l’impiego di imballaggi certificati FSC, trasformando un elemento logistico in un pilastro della propria identità di marca.
La certificazione FSC in Europa e nel mondo
I dati aggiornati a Dicembre 2025 delineano un quadro di consolidamento e crescita strategica per il sistema FSC a livello globale. In un anno segnato dall'imminente piena operatività del Regolamento EUDR, le aziende e i gestori forestali hanno accelerato il loro impegno verso la trasparenza e la gestione responsabile.
La superficie forestale mondiale certificata FSC ha registrato una crescita costante, raggiungendo a fine 2025 circa 173,1 milioni di ettari (rispetto ai 159,5 milioni di fine 2024). Il podio delle regioni con la maggiore estensione forestale certificata spetta all’Europa (38%), seguita da Nord America (35%) e dall'America Latina (11%).
Nel Vecchio Continente, la Svezia si conferma leader indiscussa con 19,1 milioni di ettari. Seguono la Turchia, che prosegue la sua rapida ascesa superando i 13 milioni di ettari, e la Polonia, che stabilizza la sua area a circa 5 milioni di ettari. La top-3 dei Paesi europei per numero di certificati di gestione forestale vede prima la Germania (57), seguita da Italia Lituania (38) e Spagna (37).
Il dato più impressionante del 2025 riguarda i certificati di filiera: la sempre più grande necessità di garantire prodotti "deforestation-free" ha spinto il numero totale a quasi 70.000 certificati (un balzo netto rispetto ai 63.742 del 2024), coinvolgendo una rete di oltre 105.000 siti produttivi in tutto il mondo. La Cina mantiene il primato mondiale con oltre 26.700 certificati, seguita dall'Italia, che si conferma eccellenza europea e mondiale, e dal Regno Unito (2.242).
La regione Asia-Pacifico controlla ora il 57,2% dei certificati globali, consolidando il suo ruolo di "fabbrica del mondo”; l'Europa segue con il 34,8%, mantenendo però il primato per la complessità e l'alto valore aggiunto delle filiere coinvolte.
Il numero di licenze d'uso promozionale a livello globale nel 2025 si attesta a 1.620. Molti grandi brand hanno deciso di investire nella promozione diretta al consumatore e ai propri stakeholder, utilizzando il marchio FSC come pilastro della propria reputazione ambientale. L'Europa domina questo segmento con circa 980 licenze, confermandosi il mercato più maturo. Tra i grandi gruppi che continuano a promuovere attivamente la scelta FSC troviamo Walmart, JYSK, Decathlon, LIDL, Maisons Du Monde, Zalando, ADEO, Volvo, Jaguar, Pirelli, Swarowski, Pandora, Patagonia, Hugo Boss, Chanel, Puma, LVMH Fragrance, IWC, Yakult, L’Oréal, Beiersdorf, Shiseido, Logitech, BMW.
