Le foreste impiegano circa 42 milioni di persone in tutto il mondo, pari a circa l'1,2% dell'occupazione totale, con un calo di circa il 3,1% rispetto al 2011 e con le donne che rappresentano un quarto della forza lavoro: a dirlo il rapporto pubblicato il 14 Aprile 2026 e intitolato Updated Methodology to Quantify Forest-Sector Employment: Global and Regional Estimates, che rappresenta un passo avanti significativo nella qualità, coerenza e comparabilità dei dati sull'occupazione nel settore forestale, nonché il primo studio globale a disaggregare queste cifre per genere.

L'analisi congiunta si basa su dati annuali per il settore e sottosettori relativi a 182 Paesi, che rappresentano il 99% della superficie forestale mondiale. Secondo i risultati, le donne occupano quasi 10,6 milioni di posti di lavoro nel settore forestale, pari al 25% dell'occupazione totale. Il divario tra uomini e donne varia sensibilmente da regione a regione, ma il caso più marcato si registra in Europa, dove nel 2022 l'1,8% degli uomini lavorava nel settore forestale contro appena lo 0,5% delle donne. Al contrario, in Africa, nelle Americhe e in Asia il divario risulta più contenuto.

Zhimin Wu, Direttore Generale Aggiunto della FAO e Direttore della Divisione Forestale, ha dichiarato: "Per contribuire a costruire un settore forestale più sostenibile e resiliente, abbiamo bisogno di un quadro chiaro di chi lavora nelle nostre foreste – e questo comincia dai dati disaggregati per sesso. Dati comparabili a livello internazionale sull'occupazione nel settore sono essenziali per elaborare politiche che tutelino sia le persone che le foreste”.

FAO, ILO e l'Istituto Thünen hanno impiegato una nuova metodologia – il modello FEM (Forest EMployment) – per migliorare la disponibilità e la coerenza dei dati sull'occupazione nel settore forestale: il modello genera stime annuali disaggregate per sesso per il settore e i suoi sottosettori, fornendo una base di evidenze più solida per le politiche e le analisi. Rispetto alle stime precedenti, il modello FEM sostituisce ad esempio le fotografie triennali con dati annuali e utilizza variabili specifiche per Paese relative al mercato del lavoro, alla situazione socioeconomica e demografica per colmare le lacune nelle statistiche nazionali. Il modello copre l'intera filiera: dalla silvicoltura e all’abbattimento, passando per produzione di legno e prodotti in legno, produzione di pasta di legno e carta.

Guardando nel dettaglio, l’Asia continua a registrare la quota più elevata di occupazione forestale rispetto all'occupazione totale (circa 1,4%), mentre in Europa la quota è scesa leggermente dall'1,3% nel 2011 all'1,2% nel 2022. Anche l’Africa ha registrato fluttuazioni, partendo dall'1,2% nel 2011, con un picco nel 2016 e un calo all'1,0% nel 2022, mentre nelle Americhe l'occupazione è rimasta relativamente stabile intorno allo 0,8%, con leggere oscillazioni in seguito alla pandemia di COVID-19. In termini di sottosettori, la produzione di legno e prodotti in legno rappresenta la fetta più consistente dei 42 milioni di posti di lavoro, con circa il 58% del totale, seguita da silvicoltura e abbattimento e dalla produzione di pasta di legno e carta.

Vale la pena notare che rispetto alle precedenti elaborazioni congiunte dello stesso gruppo di ricerca, che nel 2022 stimavano in 33 milioni i lavoratori del settore forestale a livello globale, la nuova stima di 42 milioni riflette sia l'affinamento metodologico del modello FEM sia una copertura più ampia dei paesi analizzati. Il salto numerico non indica necessariamente una crescita dell'occupazione, ma piuttosto una maggiore capacità di rilevare lavori precedentemente non conteggiati, in particolare in contesti informali.