“Surriscaldati e impreparati”: è questo l’output di un sondaggio online condotto da Eurofound lo scorso anno su esperienze relative agli impatti climatici, preoccupazioni riguardo agli impatti futuri e misure di resilienza, che ha coinvolto oltre 27.000 intervistati provenienti da 27 paesi europei. I dati sono stati elaborati e raccolti nel nuovo report “Overheated and underprepared”, una panoramica a livello europeo dell'attuazione percepita delle misure di resilienza climatica.
Le ondate di calore estremo, la siccità prolungata e gli incendi boschivi non sono più eventi isolati, ma minacce sistemiche che mettono a rischio la sicurezza alimentare, la salute umana e, non ultimo, la stabilità degli ecosistemi. Circa l'80,5% degli intervistati da Eurofound ed European Environment Agency ha riferito di essere stato colpito da almeno un evento climatico estremo negli ultimi 5 anni. Il calore è il rischio più sentito, con oltre il 60% degli europei che ha sofferto il caldo eccessivo all'aperto nel proprio quartiere, mentre quasi la metà ha avuto difficoltà a mantenere una temperatura accettabile all'interno della propria casa.
Al secondo posto tra le preoccupazioni ci sono gli incendi boschivi, che spaventano il 48,7% degli intervistati, con l’Italia e il Sud Europa che si confermano hot spot: qui, ben l'86,1% delle persone dice di aver già subito impatti climatici significativi - la percentuale più alta del Continente. Proprio nel 2025 1.800 roghi hanno devastato oltre 1 milione di ettari in Europa: una superficie quattro volte superiore rispetto a quella bruciata l’anno precedente e tre volte la media degli ultimi vent’anni, con danni per quasi 2 miliardi di euro. Tra i Paesi più colpiti Spagna, Portogallo, Grecia, Italia e i Balcani.
Senza un'azione decisiva e una gestione corretta, questi rischi potrebbero raggiungere livelli catastrofici entro la fine di questo secolo; le persone richiedono dunque un’azione urgente, che vada a colmare il "divario di resilienza” che allontana sempre più un clima che cambia rapidamente e la capacità di risposta delle comunità. Il rapporto dedica per questo una sezione cruciale agli ecosistemi e alle Soluzioni basate sulla Natura (Nature-based Solutions, NbS), evidenziando come la perdita di biodiversità e il degrado degli habitat naturali riducano la capacità della natura di proteggerci.
Una parte significativa del bilancio dell'UE dedicato all'azione per il clima sarà impegnata su questo fronte: la Strategia UE sulla biodiversità conta di investire almeno 20 miliardi di euro all'anno per il ripristino di aree naturali, con mobilitazione di finanziamenti privati e pubblici a livello nazionale e comunitario. Nell’ambito del nuovo programma di investimenti dell’UE InvestEU per il periodo 2021-2027 è stata poi istituita un'iniziativa specifica per il capitale naturale e l'economia circolare, al fine di mobilitare almeno 10 miliardi di euro nei prossimi 10 anni.
