Il 2023 è stato un anno difficile per i prodotti forestali a livello globale. L’inflazione persistente, l’aumento dei tassi di interesse e il rallentamento della domanda nel settore edilizio hanno portato a una contrazione significativa: secondo quanto riportato dalla FAO nel report “Global forest products facts and figures 2024” la produzione di tondame industriale e segati ha ad esempio registrato cali compresi tra il 4% e il 6%, mentre il settore dei pannelli a base di legno ha subito una flessione ancora più marcata, con una riduzione del 10% nelle esportazioni globali. Anche la carta e il cartone hanno risentito del calo dei consumi, nonostante la spinta data da politiche e regolamenti che li vedono sempre più come sostituti della plastica.

Il rapporto FAO ha evidenziato come nel 2024 la produzione di prodotti forestali primari sia tornata ai livelli pre-crisi, grazie anche a una maggiore stabilizzazione dei costi energetici e una timida ripresa del settore delle costruzioni in mercati chiave. Le esportazioni mondiali di prodotti legnosi e cartacei sono cresciute dell’1,4% nel 2024, raggiungendo il valore di 486 miliardi di dollari.

 

 

Più nel dettaglio:
 

  • il prelievo di tondame industriale — ovvero il volume totale di legno per usi diversi da quello energetico — ha registrato una crescita del 2%, raggiungendo quota 1,96 miliardi di metri cubi. Il suo commercio globale ha subìto però una lieve flessione (1%), attestandosi a 96 milioni di metri cubi;
  • la produzione globale di segati è rimasta sostanzialmente invariata, nascondendo però forti disparità regionali: se in Nord America l’output è calato del 2%, in Europa e nell'area Asia-Pacifico la situazione è rimasta stabile;
  • il comparto dei pannelli continua la sua traiettoria di ripresa avviata nel 2023, segnando il secondo anno consecutivo di crescita. La produzione mondiale è aumentata del 5%, arrivando a 393 milioni di metri cubi, con incrementi diffusi in tutte e cinque le macro-regioni globali;
  • la produzione di pasta di legno è salita del 3% (189 milioni di tonnellate), mentre il commercio internazionale ha toccato il record storico di 73 milioni di tonnellate (+2%). Anche il consumo globale di carta da macero ha registrato un lieve rialzo, raggiungendo i 243 milioni di tonnellate;
  • dopo una leggera flessione nel 2023, la produzione di pellet è tornata nel 2024 ai livelli record del 2022 (48 milioni di tonnellate). Il settore, spinto dagli obiettivi di bioenergia in Europa, Corea del Sud e Giappone, vanta una forte vocazione all'export: circa due terzi della produzione (31 milioni di tonnellate) sono stati oggetto di scambio commerciale. Mentre Europa e Nord America restano i principali produttori, si nota l'ascesa della regione Asia-Pacifico, passata da una quota del 14% nel 2020 al 22% nel 2024.

Un ulteriore dato merita particolare attenzione: il ritrovato trend di crescita non riguarda solo i prodotti tradizionali, ma mostra un interesse crescente per i prodotti legnosi ad alto valore aggiunto e per quelli legati alla bioeconomia. Il legno infatti viene sempre più percepito come l'alternativa sostenibile ai materiali fossili e ad alta intensità di carbonio, come cemento e acciaio.

Se da un lato la ripresa economica è un segnale positivo per le imprese della filiera foresta-legno, dall'altro pone una pressione maggiore sulle risorse naturali. Il consumo di legna da ardere ad esempio rimane stabile e altissimo, specialmente nelle economie emergenti e di sussistenza, dove rappresenta spesso una fonte energetica essenziale ma talvolta gestita in modo non sostenibile.