Il 2025 si è aperto in un contesto di rapidi cambiamenti globali: il rinvio della piena attuazione del Regolamento europeo per le filiere libere da deforestazione (EUDR), il contesto geopolitico instabile e l'intensificarsi delle guerre commerciali sono segnali di un mondo sempre più complesso. All’interno di questo scenario, affrontare le sfide forestali e ambientali è fondamentale per tracciare un futuro sostenibile, equo e inclusivo.

I lavori della COP di Roma, che ripartono dopo l’evento di Cali (Colombia) di Novembre 2024, si concentrano su alcuni temi fondamentali, come la mobilizzazione delle risorse per la biodiversità, l’istituzione di uno strumento di finanziamento globale per la diversità biologica, la creazione di un quadro di monitoraggio dei progressi e la riduzione degli incentivi dannosi che minano la sostenibilità ambientale.

foreste patrimonio da proteggere

Le foreste: un patrimonio da proteggere, ripristinare e utilizzare

Uno dei passi cruciali rimane sicuramente il supporto a pratiche di conservazione e gestione delle risorse naturali, che rispettino gli standard ecologici, sociali ed economici, con la conseguente necessità di creare politiche globali che promuovano l’uso responsabile di tali risorse, in grado di fornire mezzi di sussistenza per le comunità locali e di supportare la biodiversità.

Il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità e la deforestazione sono tutti fenomeni che minano la salute degli ecosistemi globali, e le foreste tropicali e temperate, in particolare, sono sotto crescente minaccia: nel 2023 sono andati persi circa 37.000 chilometri quadrati di foresta primaria tropicale - un'area grande quasi quanto la Svizzera (Fonte: World Economic Forum).

Per rispondere a questa emergenza, è essenziale sviluppare strategie di riforestazione e conservazione su larga scala, ed incentivare il ripristino di ecosistemi danneggiati. L’utilizzo di fondi dedicati e la collaborazione tra governi, imprese e organizzazioni non governative rimane cruciale.

Sostenere il cambiamento positivo

La necessità di orientare i finanziamenti internazionali verso pratiche che tutelino le risorse naturali e di incentivare politiche che favoriscano la protezione della biodiversità è uno degli altri punti in discussione. Secondo un recente studio, dalla firma dell’Accordo di Parigi (2015) quasi 256 miliardi di investimenti hanno continuato a fluire nelle casse di imprese e progetti che hanno messo foreste, savane e altri ecosistemi naturali critici per il clima in pericolo.

Elaborazioni 2023 dello United Nations Development Programme (UNDP) hanno calcolato che la distruzione della natura danneggia sia i Paesi che la società, minacciando le risorse che oggi contribuiscono a circa la metà del PIL globale (circa 44.000 miliardi di dollari). La perdita di servizi ecosistemici come quelli offerti dagli impollinatori selvatici, dai mari e dalle foreste potrebbe ulteriormente ridurre il PIL globale di circa 2.700 miliardi di dollari all'anno entro il 2030.

È quindi essenziale eliminare i sussidi che promuovono la deforestazione e altre attività dannose per l’ambiente, e reinvestire tali risorse in iniziative che incentivano la gestione sostenibile delle foreste e la conservazione della biodiversità.

Protezione della biodiversità

Il ruolo della tecnologia

La tecnologia riveste un ruolo cruciale nella protezione delle risorse naturali e nel rafforzamento della trasparenza lungo le filiere, offrendo strumenti avanzati per combattere la deforestazione illegale e promuovere una gestione più responsabile.

L’utilizzo dei satelliti, ad esempio, consente di monitorare in tempo reale vasti territori, identificando rapidamente cambiamenti nel paesaggio e possibili attività illegali, permettendo alle autorità e alle organizzazioni di intervenire tempestivamente, migliorando la capacità di prevenzione e controllo.

Parallelamente, la blockchain rappresenta una delle soluzioni più promettenti per garantire la tracciabilità completa di ogni transazione lungo la filiera forestale: ogni fase del processo, dalla raccolta alla trasformazione, può essere registrata in un sistema sicuro e immutabile, assicurando che il legname e gli altri prodotti forestali provengano da fonti legali e sostenibili.

Ma satelliti e blockchain non sono di per sé sufficienti, e devono essere affiancati da un impegno crescente per rafforzare la cooperazione internazionale tra governi, organizzazioni non governative, imprese e istituzioni, al fine di costruire un sistema che premi le pratiche responsabili e penalizzi quelle dannose.