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Monday, 01 February 2021
#WorldWetlandsDay: ecco perché è importante preservare foreste e zone umide

Questi habitat sono i "filtri" del nostro sistema naturale: combattono l'inquinamento, rimuovono i nutrienti in eccesso e assicurano acqua potabile fresca alle comunità.


A partire dal 1971, anno della convenzione sottoscritta nella città iraniana di Ramsar e volta al loro rispettino e protezione, il 2 Febbraio in tutto il mondo si festeggia la giornata internazionale delle zone umide, ambienti naturali o artificiali caratterizzati dalla compresenza permanente o temporanea di acqua e terra.

Vitali per l'uomo, per altri ecosistemi e per il nostro clima, forniscono servizi naturali essenziali come la regolazione dell’acqua, controllandone i flussi e purificandola dell'acqua. Sebbene coprano solo il 6% circa della superficie terrestre, il 40% di tutte le specie animali e vegetali vive o si riproduce nelle zone umide.

Queste aree sono intimamente connesse con quelle forestali, tanto che si è soliti dividerle in tre tipologie: le zone umide boscose intertidali, come le paludi di mangrovie o quelle di palma Nipah; le zone umide boscose di acqua dolce, che comprendono le foreste palustri d'acqua dolce e foreste con allagamenti stagionali; le torbiere forestali. Data la loro importanza, sono anche tra gli Alti Valori di Conservazione individuati nei Principi e Criteri di FSC, e vanno quindi protetti o ripristinati in concomitanza alle attività di gestione dell’unità forestale che li ricomprende.

Purtroppo le aree umide stanno scomparendo tre volte più velocemente delle foreste, a causa delle attività umane e del riscaldamento globale. Ecco perché abbiamo bisogno di un’azione urgente per invertire questa tendenza, integrando la protezione di questi ecosistemi nell’approccio alla silvicoltura sostenibile e alla lotta alla crisi climatica.


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