NEWS

Notizie dal mondo FSC

Thursday, 21 January 2021
Certificazione FSC in Italia: il report 2020

(© FSC IC)© FSC IC

Ogni anno, a Gennaio, l’ufficio nazionale del Forest Stewardship Council Italia pubblica un breve resoconto con i dati principali e le tendenze registrate nell’anno appena concluso. Per il 2020, l’anno in cui tutto è cambiato, confermato il trend positivo della sostenibilità e della certificazione nel nostro Paese.


Il 2020, l’anno del COVID-19, verrà sicuramente ricordato per i profondi sconvolgimenti portati alle nostre abitudini e ai sistemi di produzione e consumo. Ma sono altresì cambiate - anzi, si sono rafforzate - la richiesta di maggiore sostenibilità e responsabilità. La consapevolezza sul ruolo determinante degli ecosistemi degradati nella nascita e diffusione di patogeni altamente trasmissibili ha fatto sì che, accanto alla paura, crescesse la volontà di cittadini e imprese di contribuire ancora di più alla conservazione delle foreste e degli habitat naturali mondiali, attraverso l’uso di materie prime di origine sostenibile.

Sono così aumentati ad esempio l’interesse negli investimenti in soluzioni forest-based, attraverso l’adozione di alberi o di accordi di gestione di intere aree forestali, e la valorizzazione dei servizi connessi. La necessità di soluzioni sicure ed ecologicamente valide ha poi rinnovato il ruolo del packaging: all’aumentare dei volumi impiegati, è corrisposto anche un aumento dell’impiego di materia prima FSC. Il legno-arredo e il fashion Made in Italy, dal canto loro, hanno riscoperto la sostenibilità accanto a fattori competitivi più tradizionali come design e qualità.

Ecco in dettaglio i numeri e le cifre dell’anno appena concluso.

Più foreste per tutti

68.486 sono gli ettari di bosco certificato FSC nel nostro Paese, suddivisi in 19 certificati attivi: dato in leggero aumento rispetto al 2019 (+3,21%) ma che appare ancora del tutto sproporzionato, come si vede nei paragrafi seguenti, rispetto all’aumento di aziende attive nella filiera di prodotti FSC (finiti o semilavorati). “Siamo un Paese forestale in cui mancano purtroppo punti di contatto tra boschi locali, società ed industria nazionale dei settori legno, carta e derivati” afferma Diego Florian, Direttore di FSC Italia, commentando i numeri appena pubblicati “Fortunatamente, stanno aumentando le realtà che decidono di far verificare e remunerare gli impatti positivi della propria gestione forestale sui servizi naturali (c.d. ecosistemici): un fattore che può funzionare da volano per una nuova, più consapevole economia verde e per valorizzare il lavoro e la presenza sul territorio dei gestori forestali, al di là dei prodotti legnosi tradizionali”.

Nel 2020 infatti sono state ben 3 (Unione dei Comuni Valdarno e Valdisieve, Magnifica Comunità di Fiemme e Agris Sardegna) le realtà sparse lungo lo stivale che hanno deciso di quantificare i servizi naturali offerti dai boschi come stock di CO2, conservazione dell’acqua, del suolo e della biodiversità, e miglioramento dell’offerta turistico-ricreativa e culturale e, almeno in parte, ad offrirli a investitori e sponsor interessati a sostenere finanziariamente chi si impegna per mantenerli. Le 3 verifiche sui Servizi Ecosistemici del 2020 vanno ad aggiungersi alle 3 già attive sul territorio nazionale, per un totale di 55.685 ettari interessati.

Una filiera sempre più sostenibile

Numeri da record per la filiera di prodotti forestali nel nostro Paese, che non sembra conoscere crisi e che registra un +10% per il secondo anno consecutivo: le aziende con certificati attivi di Catena di Custodia (CoC) sono oggi 2.831, su un totale di oltre 3.500 siti produttivi coinvolti. “Registriamo un aumento della richiesta di materiale e prodotti di origine sostenibile: lo chiedono le aziende, impegnate a dimostrare il loro impegno per filiere trasparenti e green; lo vogliono i cittadini, sempre più disposti a premiare le realtà virtuose dal punto di vista sociale ed ambientale” conferma Florian.

Nonostante i settori della carta stampata e del packaging continuino a farla da padrone per numero di certificati, legno-arredo e settore tessile stanno ancora una volta emergendo come segmenti in cui la svolta è più marcata: 34 sono infatti i nuovi certificati nel settore dei filati e dei tessuti in viscosa per il 2020, per un totale di 93 attivi; 70 quelli del legno-arredo, per un totale davvero notevole: 585 certificati attivi, di cui 485 relativi ad organizzazioni attive nella filiera degli interni e 100 nell’outdoor.

Come si vedrà anche nel paragrafo successivo, questa crescita nella disponibilità di prodotti certificati FSC si è riflessa anche nella disponibilità delle aziende a comunicare e promuovere il proprio impegno, attraverso articoli, ADV, webinar e contenuti su riviste e social.

Forests for All, Forever

Fare, fare bene e - soprattutto - farlo sapere: è questa la motivazione che spinge sempre più aziende a promuovere il proprio impegno attraverso l’uso promozionale del marchio FSC: nel 2020 sono state 87 le aziende che hanno usufruito della licenza a scopo promozionale dei marchi FSC tramite il Promotional License Agreement (PLA), con 16 nuovi contratti siglati e un incremento a valore del 25% rispetto all’anno precedente.

Tra i settori maggiormente attivi si conferma l’agroalimentare (con aziende come Molino Rossetto, Frosta, Colussi, Molino Casillo), i retailer (fra i quali Coin, Luisa Via Roma, Unes Maxi, Eurospin, Bricocenter, Leroy Merlin Italia), seguiti dalla cosmesi e dal settore parafarmaceutico (con alcune realtà come Antica Erboristeria, Pupa, L’Erbolario, Biofficina Toscana, Bios Line), dagli erogatori di servizi (ad esempio Ferrovie dello Stato, Etifor, Immergas, Geko, AzzeroCO2), gli studi di consulenza e altre ONG (Legambiente, Terra!, ReMade in Italy, AIEL).

Si conferma infine la crescita dell'interesse delle aziende a sostenere aree forestali certificate FSC, grazie agli investimenti sui Servizi Ecosistemici (come hanno fatto Levico Acque, Miko e Barilla).

FSC nel mondo

A livello internazionale, l’area di foreste certificate FSC in oltre 80 Paesi guadagna 21 milioni di ettari, passando da 200.738.995 a 221.201.420 (+10%). Tra le aree che crescono di più in EU e CIS troviamo Repubblica Ceca, Estonia, Finlandia, Svezia e Russia; nel continente africano rilevanti le crescite di Repubblica del Congo e Namibia, e di Cina e Turchia per l’Asia. I certificati di gestione forestale passano invece da 1.668 per il 2019 a 1.739 (+4.2%, +9,6% il dato riguardante il Vecchio Continente).

Aumento consistente anche nel numero di aziende che hanno deciso di certificarsi o di confermare la propria certificazione CoC (+10,9%), che passano da 40.331 in 127 Paesi a 44.751 in 130 Paesi; per quanto riguarda l’Europa, questo numero passa da 19.850 a 21.601 (+8,8%): un segno questo dell’espansione del mercato di prodotti certificati FSC, anche in tempi di incertezza e di forte instabilità, e della sempre maggiore richiesta da parte di aziende e consumatori finali. In questo contesto, l’Italia rimane leader a livello europeo (per numerosità) e seconda a livello mondiale.


Seguici su


Iscriviti alla newsletter

Ogni mese le migliori storie dalle foreste in Italia e nel mondo!


© Forest Stewardship Council® · FSC® F000217