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Tuesday, 05 January 2021
Informazione e ambiente: il COVID batte la sostenibilità sui media

(© FSC Italia)© FSC Italia

Il 17 Dicembre scorso è stato presentato il rapporto annuale Eco-Media “L’informazione ambientale in Italia”, che monitora la ricorrenza delle tematiche ambientali nei principali media del nostro Paese. Nell’anno della tanto auspicata svolta green, la pandemia da Coronavirus ha occupato gran parte degli spazi di tv e testate web, arrivando a coprire anche l’85% degli spazi disponibili.


Dopo aver dichiarato ufficialmente l’emergenza climatica a Novembre 2019, il 15 Gennaio 2020 il Parlamento europeo ha votato a favore del Green Deal, un insieme di iniziative politiche proposte con l'obiettivo di raggiungere la neutralità climatica in Europa entro il 2050 e definito dalla Presidente della Commissione, Ursula Von per Leyen, come "lo sbarco sulla luna dell’uomo”. Tra i punti del programma, il Parlamento europeo ha inserito la gestione sostenibile delle foreste, riconoscendo il ruolo essenziale di queste ultime nell'assorbimento e nella compensazione delle emissioni di carbonio

Il rallentamento delle attività economiche dovuto alla pandemia di COVID-19 ha sicuramente portato alcuni benefici, tra cui la riduzione delle emissioni di CO2 di privati e industrie, ma ha altrettanto indebolito i Paesi europei, che si trovano ora a dover fronteggiare una fase di recessione. Ecco perché al Piano originale è stato aggiunto il Next Generation EU, un pacchetto di stimoli dal valore di 750 miliardi di euro.

Come riportato nello studio di Eco-Media, questa brusca frenata si è riscontrata anche in parte della stampa e dei media, che hanno dato moltissimo spazio alla crisi sanitaria a scapito dei temi ambientali nonostante molti studi (tra cui uno di WWF Italia) abbiano messo in relazione l’insorgere di nuove pandemie con la perdita di biodiversità e la deforestazione. In un arco di quattro mesi, l’indagine ha filtrato e analizzato la ricorrenza di alcuni termini chiave all’interno di telegiornali, testate web e social. Così, se ad esempio il Corriere della Sera si attesta sopra la media rilevata per contenuti e keyword ‘ambientali’, altri giornali e testate si sono dimostrati sensibili ai temi green solo se inseriti all’interno di alcuni contesti come quello economico o politico. Tra i tg nazionali, quello di Rai 1 dimostra un’attenzione maggiore alla sostenibilità. Interessante il caso del tg di LA7: qui solo il 3,5% delle keyword è riferibile a questioni ambientali contro il 96,5% relativo alla pandemia.

Un focus particolare poi arriva dal mondo dei social che, se da una parte conferma la propria potenza nel diffondere messaggi e contenuti, è allo stesso modo esposto alla virulenza di notizie potenzialmente false o parziali - un fatto molto pericoloso, soprattutto quando si tratta di temi delicati come quello del climate change. Allo stesso tempo - si legge nel report - sono nate molte piattaforme dedicate ai temi ambientali, che continuano a crescere costantemente fornendo basi scientifiche e spunti di riflessione.

Dal Rapporto “L’informazione ambientale in Italia” emerge dunque una riduzione sensibile dello spazio riservato a tematiche ‘altre’ rispetto alla pandemia, e in particolare a quelle ambientali. Come ha affermato il Direttore del Rapporto, Massimiliano Pontillo, “doveva essere l’anno della svolta green per arrestare la crisi climatica, ma la pandemia globale ha ridisegnato le priorità […] il volto di Greta e il Green New Deal europeo hanno lasciato spazio a bollettini, mappe e curve epidemiologiche”.


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