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Monday, 31 August 2020
I nuovi incendi boschivi tra Antropocene e Pirocene

I nuovi incendi boschivi tra Antropocene e Pirocene (© Pixabay)© Pixabay

Gli incendi boschivi sono una componente essenziale per il sistema del nostro Pianeta e da sempre hanno inciso nell’evoluzione delle piante, degli animali e dei processi biogeochimici. Esistono dei modelli geografici e temporali a livello globale che riflettono l’interazione tra clima, vegetazione e incendi. Alcuni recenti studi descrivono i trend più recenti dei regimi di incendi a livello globale e regionale, ed esaminano le proiezioni di tali regimi per il futuro.


Gli incendi in aree boschive sono fenomeni naturali del tutto frequenti, le cui cause principali (escluso il dolo) possono essere raggruppate in 4 categorie principali: fulmini, eruzioni, frane e autocombustione. I cambiamenti climatici, il conseguente aumento delle temperature medie annuali, l’alterazione delle precipitazioni e gli impatti delle attività umane hanno influenzato in modo crescente il complesso equilibro che regola gli incendi, e negli ultimi decenni gli impatti sull’economia, sull’inquinamento dell’aria, i livelli di mortalità e i danni ambientali dovuti a questi fenomeni sono significativamente peggiorati.

Nel solo 2019, a causa del fuoco sono stati persi 12 milioni di ettari di foresta in Amazzonia, 27mila ettari nel Bacino del Congo, oltre 8 milioni nell’Artico e 328mila ettari in Indonesia (Fonte: WWF Italia, 2019). Nello sesso periodo, in Italia gli ettari andati in fumo sono stati 20.395. Nonostante in alcuni casi i fuochi siano di origine dolosa, la generale maggiore influenza delle attività antropiche sugli incendi boschivi è sempre più evidente e riflette gli effetti dell’industrializzazione, del cambio di uso dei terreni, della crescita della popolazione umana, delle modifiche nella gestione tradizionale degli incendi e dello sviluppo della lotta su larga scala.

Anche il nuovo report Un paese che brucia di Greenpeace e SISEF, pubblicato il 25 Agosto scorso, sottolinea come il verificarsi di eventi estremi quali diretta conseguenza del climate change, l’abbandono delle aree agricole e pascolive, la mancanza di gestione del territorio ed un approccio che si basa sulla gestione dell’emergenza incendi piuttosto che sulla prevenzione e governo siano le prime cause dei Grandi Incendi Forestali (GIF) nel nostro Paese.

In un’epoca in cui agli impatti generati dalle attività umane (Antropocene) si sommano gli effetti amplificati di questi impatti (Pyrocene), anche in Italia vi è quindi la necessità di agire sulle cause dei cambiamenti climatici combattendo la deforestazione e gestendo responsabilmente le aree forestali (attualmente, su un totale di circa 10,9 milioni di ettari di foreste nel nostro Paese, poco meno di 1/10 è coperto da certificazione), aumentandone la resistenza e la resilienza.
Tra le proposte contenute nel report, vi sono quindi

  • l’azione sulle cause dei cambiamenti climatici per ridurne gli impatti, con politiche che combattano la deforestazione e favoriscano la gestione sostenibile delle foreste e il governo integrato degli incendi;
  • la mitigazione del rischio incendi attraverso la selvicoltura preventiva, elaborata anche attraverso dati e informazioni che tengano in conto il riscaldamento globale;
  • il miglioramento del modello di lotta agli incendi, che deve passare da un approccio emergenziale a uno di prevenzione e governo;
  • il coinvolgimento delle comunità interessate, il rafforzamento dell’educazione e della preparazione attraverso attività di sensibilizzazione e informazione.

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