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Tuesday, 05 November 2019
Imprese italiane più competitive grazie al "fattore green"

Imprese italiane più competitive grazie al fattore green (© Giulia Grotto / FSC Italia)© Giulia Grotto / FSC Italia

Secondo i dati contenuti nel Rapporto GreenItaly di Fondazione Symbola, in Italia oltre 300.000 imprese (il 21,5% del totale) hanno deciso di investire per migliorare le proprie performance ambientali, aumentando ricavi, occupazione ed esportazioni.


La sostenibilità è il nuovo fattore competitivo, in grado di dare all’industria italiana nuovo slancio e fornire gli strumenti per una migliore misurazione degli impatti: lo conferma la decima edizione del documento di Fondazione Symbola e Unioncamere presentato in conferenza stampa il 28 Ottobre scorso. Un modello produttivo, economico, sociale e di sistema che offre al nostro Paese la possibilità di avere un ruolo ancor più rilevante a livello internazionale: già oggi l’Italia è una superpotenza europea in termini di economia circolare, con indici ben più alti di Paesi tradizionalmente virtuosi come Francia, Regno Unito e Germania.

Eppure non è sempre stato così: come conferma Domenico Sturabotti, Direttore di Fondazione Symbola “Gli investimenti in prodotti o processi produttivi in chiave green erano, all’inizio, di natura episodica, spesso limitati alle imprese più innovative o all’avanguardia, oppure vissuti come un obbligo per adeguarsi alle normative”. La vera rivoluzione parte quindi da un più radicale cambiamento ecosistemico e culturale delle aziende stesse: la sostenibilità non più come costrizione, come limitazione, ma come opportunità nel mercato. E nella società.

Lo confermano i dati dello studio The Most Influential Brands (MIB 2019) di Ipsos: il 68% degli intervistati afferma infatti che in futuro le marche più di successo saranno quelle che contribuiranno in modo positivo alla società. Dal canto suo, il 75% delle imprese indica come la sostenibilità dei processi produttivi e l’ecologia siano i punti fondamentali di questa rivoluzione.

Numeri positivi arrivano anche dal settore forestale e dalle filiere collegate: nonostante la crescita ancora contenuta della certificazione delle aree forestali (+3.7%), le imprese che si adeguano agli standard di filiera FSC sono in costante aumento (+9,8%); tra i segmenti con il maggior tasso di crescita troviamo l'arredo per interni, quello degli imballaggi e dei pannelli in legno.

“Siamo solo all’inizio” prosegue Sturabotti. Questo cambiamento infatti prevede due step: in prima istanza, gli investimenti vengono fatti principalmente sui processi produttivi e per rendere più efficienti le attuali filiere. “La fase due richiede di cambiare il modello produttivo stesso, prevedendo i possibili riutilizzi dei materiali”. Anche su questo punto arrivano però buone notizie: ogni anno in Italia vengono raccolte e destinate al riciclo 2,5 milioni di tonnellate di legno (Dati Rilegno) e nel 2017 nel nostro Paese sono state raccolte quasi 3,3 milioni di tonnellate di carta e cartone (Dati Comieco).


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