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Wednesday, 30 October 2019
#Oneyearafter: Vaia e il futuro delle foreste in Italia

#Oneyearafter: Vaia e il futuro delle foreste in Italia (© Stefano D'Amadio)© Stefano D'Amadio

Il Direttore di FSC Italia Diego Florian fa il punto della situazione ad un anno dalla catastrofe che ha colpito i boschi di Friuli, Trentino, Veneto e Lombardia, stravolgendo 42.800 ettari di bosco e oltre 400 comuni.


Esattamente un anno fa, la tempesta Vaia ha colpito il nordest, causando quella che è ricordata come la peggior catastrofe forestale del nostro Paese: un fortissimo vento caldo, soffiando a 200km/h, ha cambiato, forse per sempre, molte zone di Friuli, Trentino, Veneto e Lombardia, abbattendo un quantitativo enorme di alberi (8,5 milioni di m2).

E dopo il disastro naturale, la ricostruzione: difficile, lenta, farraginosa, perché questi eventi sono imprevedibili, ma anche perchè, come scrissi a 3 mesi da quel 30 Ottobre 2018, siamo fondamentalmente impreparati a rispondere a questo tipo di calamità.

In questi mesi, abbiamo cercato di dare supporto alle realtà forestali certificate FSC più duramente colpite, tra cui il Comune di Asiago e la Magnifica Val di Fiemme dove abbiamo promosso o veicolato attenzione mediatica, progetti volti alla valorizzazione dell’enorme quantità di legname disponibile, accompagnando i lavori di normalizzazione e rigenerazione delle aree colpite.

Abbiamo inoltre lavorato per modificare il framework normativo del nostro sistema, dando così alle realtà certificate uno strumento in più per non cedere alle pressioni del mercato e valorizzare, ove possibile, il legname raccolto e immesso nel mercato. E continueremo a farlo, perché Vaia ha abbattuto un quantitativo 7 volte superiore al tasso di taglio annuo nel nostro Paese, sconvolgendo di fatto piani di gestione della risorsa boschiva e la vita di intere comunità.

Proprio dalla presa di coscienza di ciò che è accaduto credo arrivi la soluzione per il futuro: se non capiamo ora l’importanza dei boschi; se non ci adoperiamo per farli diventare nostri alleati nella lotta ai cambiamenti climatici; se non sfatiamo i miti che ancor oggi circondano il mondo forestale, per cui ad esempio chi taglia è cattivo e chi pianta è buono; se, in poche parole, non torniamo a parlare di alberi e foreste, tutti questi sforzi saranno stati vani, e la prossima tempesta ci troverà ancora allo stesso punto.

Da dove iniziare quindi? Dalle persone, e dal quotidiano. Ci sono infatti molti modi per sostenere le zone colpite e la gestione forestale responsabile nel nostro Paese: attraverso il portale Wow Nature creato da Etifor, spin-off dell’Università di Padova, è possibile ad esempio contribuire alla riforestazione delle aree colpite. L’iniziativa ha avuto talmente successo che già 16.000 alberi sono stati adottati e nei prossimi mesi saranno messi a dimora, aiutando così la rigenerazione naturale delle aree.


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