NEWS

Notizie dal mondo FSC

Monday, 21 January 2019
Tempesta Vaia: ripartiamo dal bosco

Tempesta Vaia: ripartiamo dal bosco

A quasi 3 mesi dal peggior evento meteorologico che ha colpito le foreste italiane nella storia recente, il Direttore di FSC Italia Diego Florian fa il punto della situazione rivolgendo un invito diretto a persone e istituzioni: tornare a parlare dei boschi italiani.


Da settimane su Vaia si è scritto tutto e il contrario di tutto: i milioni di m3 di legname abbattuto sono passati da 14 a 8,7; gli ettari interessati erano 100.000 ed ora sono 41.000; è stato pubblicato addirittura il numero di alberi caduti: un’informazione che ha scarso significato tecnico-scientifico, dal momento che in un ettaro di bosco possono esserci qualche migliaio di piante giovani e filate o poche centinaia di piante mature.

La verità è che siamo arrivati del tutto impreparati a questo evento, sia per la fase di emergenza che per quella di post-emergenza. Una questione che parte innanzitutto dai numeri: i dati infatti permettono non solo di delineare la dimensione del problema, ma anche di articolare comunicazione e informazioni corrette, utili a trovare soluzioni ai problemi contingenti e a strutturare riflessioni sul futuro.

Se si leggono i dati sugli schianti da vento in Europa degli ultimi 60 anni (Compagnia delle Foreste e SISEF li hanno riassunti in un’ottima infografica, che riporto qui sotto) ci si accorge poi come purtroppo l’eccezionalità di queste tipologie di eventi sia diventata ordinarietà: tra i più recenti Elizabeth (2005 e 77,5Mm3 di materiale abbattuto), Kyrill (2007, 65Mm3) e Klaus (2009, 44,66Mm3). Ciò che può fare la differenza è quindi avere un piano comune di azione, con un coordinamento efficace tra proprietari (publici, privati e proprietà collettive), ditte boschive, industrie del legno, autorità responsabili del finanziamento degli interventi.

Schianti da vento in Europa dal 1950 ad oggi (© Compagnia delle foreste / SISEF)© Compagnia delle foreste / SISEFLa gestione ordinaria parte da un assunto semplice: una foresta gestita in maniera responsabile, con tagli e attività pianificati attraverso strategie di lungo periodo, genera benessere, lavoro, turismo e occupazione. I piani straordinari permettono invece di minimizzare i danni e le conseguenze per territorio e persone, contribuendo infine a scongiurare i pericoli provenienti dalla speculazione e alla normalizzazione del mercato.

Negli ultimi mesi si sono infine moltiplicate le raccolte fondi e le iniziative di solidarietà volte ad aiutare i territori colpiti, con risultati davvero notevoli; mi chiedo tuttavia quante di queste risorse verranno impiegate per strutturare quello di cui abbiamo veramente bisogno, ossia la capacità di sviluppare una governance efficace del patrimonio forestale. Se guardiamo alla sola Regione Veneto infatti, dal 2012 i contributi alla pianificazione forestale sono andati esaurendosi, facendo sì che la superficie coperta da piani di assestamento calasse da 282.000 a 175.000 ettari. Non è solo un problema di ripristino delle aree colpite, ma anche di lungimiranza: in una situazione di emergenza, il rischio concreto è di perpetrare una logica di breve periodo quando invece c’è la necessità di considerare i tempi lunghi del bosco.

Come FSC Italia stiamo lavorando con proprietà forestali e aziende per valorizzare lungo la filiera la maggiore quantità di legname certificato a disposizione: abbiamo aggiornato l’analisi di rischio nazionale per permettere l’immissione nel mercato di materiale proveniente da fonti definite “accettabili” e compilato una Guida per la definizione delle misure di controllo dopo gli schianti di Vaia. Il lavoro più duro però è quello che ci aspetta nei prossimi anni: tenere fede al nostro motto Foreste per tutti per sempre, convincendo persone e istituzioni a tornare a parlare dei nostri boschi. E della loro gestione responsabile.


Seguici su


Iscriviti alla newsletter

Ogni mese le migliori storie dalle foreste in Italia e nel mondo!


© Forest Stewardship Council® · FSC® F000217