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Wednesday, 15 March 2017
#AForestInAYear: Unione di Comuni Valdarno e Valdisieve

#AForestInAYear: Unione di Comuni Valdarno e Valdisieve

Le bellissime aree del complesso di Rincine (FI) sono l’immagine di marzo nel calendario 2017 delle foreste italiane FSC. Abbiamo intervistato il dott. Forestale Antonio Ventre, Responsabile Area Gestione, Difesa ed Uso del Territorio Unione di Comuni Valdarno e Valdisieve, che ci ha parlato di certificazione, marketing territoriale e cultura della gestione responsabile.


L'Unione di Comuni Valdarno e Valdisieve è un Ente locale che comprende i comuni di Londa, Pelago, Pontassieve, Reggello, Rufina, San Godenzo, costituita nel 2010 dalla trasformazione della precedente Comunità Montana Montagna Fiorentina, e ha tra i suoi obiettivi principali la gestione e valorizzazione di 4.700 ettari di foreste pubbliche; di questi è il complesso forestale di Rincine (1.448 ettari), appartenente al Patrimonio Agricolo Forestale Regionale e gestito in delega dall’Unione, ad aver conseguito nel 2013 la certificazione FSC.

La storia legata al Complesso risale al 1965 con l’acquisito da parte dell’ENCC (Ente Nazionale Cellulosa e Carta) della Fattoria di Rincine, una realtà con finalità prevalentemente agro-silvo-pastorale, che viene da questo momento trasformata in un’azienda votata alla produzione vivaistica e forestale, attraverso rimboschimenti con specie adatte all’arboricoltura da legno per la produzione di cellulosa (in massima parte conifere), e la realizzazione di impianti sperimentali di conifere e latifoglie.

Con la liquidazione dell’Ente Nazionale, divenuto poi Società Agricola Forestale, la gestione del Complesso passa all’Unione dei Comuni che lo trasforma, grazie alla costituzione di un centro polifunzionale per la formazione e l’addestramento al lavoro in bosco nel settore pubblico e privato, nonché ad attività didattiche rivolte alle scuole presenti sul territorio, in un’importante punto di riferimento per il territorio. Il centro è inoltre sede legale della prima Foresta Modello in Italia.

Il percorso che ha portato alla certificazione forestale del Complesso di Rincine è stato avviato nel 2007 in collaborazione con il Settore Forestazione della Regione Toscana, all’interno di un progetto volto alla valorizzazione dei complessi forestali regionali: gli standard FSC rappresentano infatti un’opportunità per promuovere e sostenere iniziative di formazione delle aziende forestali che operano nel territorio; tutelare la biodiversità e il paesaggio, favorendo la diversificazione delle aree forestali e degli usi del suolo; coinvolgere soggetti pubblici e privati in una gestione partecipata della foresta, al fine di individuare strategie di sviluppo socio-economico del territorio. “Questi elementi hanno contribuito a valorizzare ulteriormente il complesso di Rincine, che già rappresentava una delle realtà forestali più produttive dell’area in gestione all’Unione dei Comuni” ci dice Ventre.

Pur essendo un Ente territoriale dotato di personale tecnico e operaio di elevata professionalità ed esperienza, l’ottenimento della certificazione ha comportato per l’Unione dei Comuni una serie di sfide, come l’attivazione di processi di monitoraggio e di verifica delle pratiche di gestione, e l’iniziale difficoltà nello sviluppo della filiera certificata: “Ecco perché crediamo che gestione responsabile e marketing territoriale siano due aspetti complementari sui quali investire” continua Ventre “I servizi ecosistemici che una gestione certificata mantiene e migliora sono importantissimi, ma vanno legati ad azioni di promozione della filiera che arrivino fino al cliente finale, sia esso un consumatore o un fruitore dell’area forestale”.

Valorizzazione dei prodotti forestali quindi, ma anche e soprattutto dei servizi ecosistemici, che per definizione comprendono tutti i benefici e valori culturali (ricreativi, spirituali, religiosi) legati alla foresta “Per questo spero si diffonda una maggiore consapevolezza dell’importanza di una gestione attiva delle nostre foreste” conclude Ventre “Non è solamente una questione di mercato e di opportunità che si possono creare, ma una vera e propria necessità ecologica e culturale”.


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