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Wednesday, 09 January 2019
Post-Vaia: quali opportunità per la filiera certificata FSC?

Post-Vaia: quali opportunità per la filiera certificata FSC?

Con una stima approssimativa di 8.5 milioni di m3 di materiale schiantato, il fenomeno che ha devastato il Nord Italia tra il 29 ed il 30 ottobre rappresenta uno degli eventi metereologici più significativi degli ultimi 50 anni. FSC illustra alcune soluzioni per il recupero del legno disponibile, a beneficio delle comunità e delle aziende colpite e a garanzia della filiera.


I venti a oltre 190 km/h che hanno colpito le Alpi centro orientali a fine 2018 hanno provocato più di 40.000 ettari di crolli nei boschi di Veneto, Trentino-Alto Adige, Lombardia e Friuli-Venezia Giulia. Un’enorme quantità di materiale che, se immesso nel mercato, rischia di far crollare i prezzi e aprire le porte alla speculazione. Che fare dunque?

Nelle zone schiantate si trovano alcune delle maggiori superfici certificate FSC dell’Arco Alpino: la Magnifica Comunità di Fiemme con i suoi 19.602 ettari; il Comune di Asiago con quasi 6.000 ettari; l’Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste (ERSAF) della Regione Lombardia con 16.594 ettari; il Gruppo di certificazione Waldplus, che raggruppa circa 500 ettari di boschi di conifere in provincia di Bolzano.

Il materiale proveniente da queste aree può essere valorizzato ed incluso direttamente all’interno della Catena di Custodia (CoC) FSC. Tuttavia, per le aziende che hanno nello scopo della certificazione anche “FSC Misto”, è possibile acquistare il materiale anche da realtà forestali non certificate, una volta classificato come “Legno Controllato”.

L’approvvigionamento di Legno Controllato segue una procedura rigorosa in linea con i principi di trasparenza e garanzia della filiera FSC, e richiede un’analisi del rischio per evitare l’utilizzo di materiale da fonti “non accettabili”, ossia:

  • Categoria 1: legno tagliato illegalmente;
  • Categoria 2: legno tagliato in violazione dei diritti civili e tradizionali;
  • Categoria 3: legno tagliato in foreste dove Alti Valori di Conservazione vengono minacciati dalle attività di gestione;
  • Categoria 4: legno tagliato in foreste convertite in piantagioni o altro uso non forestale;
  • Categoria 5: legno da foreste dove si fa uso di alberi geneticamente modificati.

In Italia risultano a rischio la Categoria 1 (Legno tagliato illegalmente) la Categoria 3 (legno tagliato in foreste dove alti valori di conservazione vengono minacciati dalle attività di gestione): è per questo motivo che sono state messe a punto delle misure di mitigazione in grado di garantire il legno italiano non certificato come Legno Controllato. Per questo, a seguito della tempesta Vaia, sono state redatte ulteriori misure di mitigazione, adattate alla situazione di emergenza e in grado di garantire la provenienza del legno da schianti.

Il documento contenente l’Analisi di Rischio Nazionale è disponibile a questo link (in italiano è disponibile una Guida riassuntiva), mentre la Guida per la definizione delle misure di controllo dopo gli schianti di Vaia è disponibile qui. Sono disponibili, infine, una serie di corsi formativi sull’applicazione dell’analisi del rischio e sull’approvvigionamento di Legno Controllato.

Per ulteriori informazioni, si prega di contattare Ilaria Dalla Vecchia, Forest Management technical advisor di FSC Italia, all’indirizzo i.dallavecchia@it.fsc.org.


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